Come riportato da Legambiente nel suo ultimo Report Spiagge, “negli ultimi 16 anni salgono a 308 i comuni costieri, pari al 48% del totale, colpiti da 1.073 eventi meteo estremi”. Trombe d’aria, raffiche di vento, burrasche e conseguenti mareggiate sono eventi meteorologici estremi sempre più comuni. Basti guardare altri due numeri: negli ultimi 16 anni sono state registrate 286 trombe d’aria e 107 mareggiate; da sottolineare peraltro che il numero di mareggiate è aumentato dell’80% negli ultimi 5 anni. Non ci sono quindi dubbi nell’affermare che chi tiene la barca in porto per periodi prolungati deve assolutamente essere pronto per allestire un ormeggio da mareggiata, predisponendo quindi la barca per resistere anche di fronte a forti onde e venti eccezionali. E altrettanto certamente è questo il momento per mettersi d’impegno: come ci ricordano gli assicuratori, infatti, sono proprio i mesi invernali quelli in cui le barche sono esposte ai rischi maggiori, con un numero via via crescente di richieste di risarcimento relative alle condizioni climatiche avverse. Ma come prepararsi al peggio? Come riuscire a dormire sonni tranquilli quando la nostra barca è esposta alla forza bruta del mare? Ecco tutti i passaggi per assicurare un buon ormeggio da mareggiata.
Cime d’ormeggio: in numero sufficiente e in ottima forma
Su questo punto non ci possono essere dubbi: il fulcro centrale dell’ormeggio da mareggiata è costituito dalle cime d’ormeggio, le quali devono rispettare dei criteri di base sia in termini di quantità che per quanto riguarda la qualità. Partiamo dalla quantità: in vista di una burrasca sarebbe bene raddoppiare i cavi normalmente utilizzati. In condizioni del tutto normali, e quindi con una barca che deve affrontare poco più della normale risacca, quattro cime sono sufficienti per assicurare la tenuta e mettere al riparo lo scafo e quelli ormeggiati nelle vicinanze. Diversamente, nel momento in cui le acque si fanno agitate e il vento soffia forte, quegli stessi cavi risultano insufficienti: non a caso si dice spesso che le barche sono talvolta più sicure durante la navigazione che all’ormeggio, ed è proprio a scenari come questi che si fa riferimento. Lo scopo delle cime d’ormeggio in questi casi è quello di bloccare la posizione della barca anche a fronte di forze eccezionali. Per questo motivo non basta avere un numero sufficiente di cavi d’ormeggio: quelle stesse cime devono essere anche in ottime condizioni. Ecco che allora sarà bene assicurarsi di avere delle cime d’ormeggio del diametro giusto in base al dislocamento della propria barca, controllando quanto indicato dal produttore delle stesse; e di avere dei cavi in buone condizioni, e quindi senza parti usurate, e non troppo vecchie, sapendo che i raggi UV e la salsedine alla lunga giocano brutti scherzi. Una buona cima d’ormeggio oltre a essere resistente è infatti elastica, per poter assorbire gli strattoni, senza quindi stressare eccessivamente le bitte; possono aiutare parecchio da questo punto di vista le molle e ancora meglio gli ammortizzatori (sapendo che le molle metalliche, una volta superato il proprio limite, si deformano e diventano inutili).
Prima di passare alla gestione dei parabordi in vista di una mareggiata in porto è inoltre importante aggiungere un’altra cosa: dopo aver posizionato e tirato correttamente tutti i cavi d’ormeggio è consigliabile individuare eventuali punti di frizione. Per evitare sfregamenti che potrebbero compromettere la tenuta delle cime sarà bene inserire dei vecchi stracci, oppure usare degli appositi proteggi cime in poliestere, utili anche sui passacavi e sulle falchette delle barche a vela.
Ormeggio da mareggiata: meglio aumentare i parabordi
A guardarli non si direbbe: come immaginare che i moderni parabordi possano scoppiare per la forza di una mareggiata? Eppure questa ipotesi non è affatto remota. E si sa, nel momento in cui queste protezioni vengono meno, l’impatto della barca con la banchina – o con le altre barche – diventa inevitabile, con tutte le possibili conseguenze negative. Per questo motivo, preparando un ormeggio da mareggiata, diventa importantissimo aumentare anche il numero di parabordi, usando anche quello di riserva e valutando se sia necessario comprarne un altro paio, così da mettere in sicurezza la barca da ogni lato. Facciamo un esempio: su una barca da 10 metri, in vista di una situazione meteorologica difficile, sarebbe bene disporre perlomeno 4 parabordi sulla fiancata, così da rendere un contatto decisamente improbabile.
Burrasca in porto: il posto barca ideale
Non tutto è nelle mani del diportista, o meglio, non lo è direttamente. Nel preparare l’ormeggio da mareggiata è infatti bene valutare anche la posizione effettiva della barca. Se si è consapevoli di essere ormeggiati in un posto particolarmente esposto sarà consigliabile chiedere alla struttura portuale un posteggio più sicuro; in assenza di questo potrebbe essere il caso di valutare un ormeggio altrove.
Nel caso dell’ormeggio al gavitello è del tutto plausibile avere dei dubbi sulla sua tenuta. Anche qui potrebbe essere il caso di valutare un altro ormeggio in vista dell’arrivo della burrasca; in alternativa si potrà rendere l’ormeggio più stabile calando un’ancora a distanza – aiutandosi con il tender – oppure assicurarsi al gavitello stesso con una catena, raddoppiando il cavo.
Prima della mareggiata: mettere tutto in sicurezza e controllare le chiusure
Cime d’ormeggio, ancoraggi, parabordi: una volta assicurata la posizione della barca è buona norma controllare che anche a bordo sia tutto pronto per supportare il passaggio della burrasca. Tutto quello che può essere portato via dal vento o strattonato va quindi asportato preventivamente o assicurato: pensiamo alle vele, ai tendalini, al tender, alla cuscineria, alla zattera di salvataggio, ai giochi acquatici, via dicendo, portando tutto a terra o eventualmente sottocoperta. Infine, sarà bene fare un controllo di tutte le chiusure, per evitare infiltrazioni o veri e propri allagamenti: dagli oblò agli osteriggi, per arrivare alle prese a mare, tutto deve essere a prova di mareggiata, a costo di usare del nastro adesivo impermeabile.
Maltempo in vista: anche le barche a terra rischiano
Questa guida è dedicata all’ormeggio da mareggiata, e quindi alla protezione delle barche ormeggiate in porto ed esposte a eventuali mareggiate. Vale la pena però ricordare che in caso di forti venti e di burrasche anche le imbarcazioni tirate a secco potrebbero essere esposte a dei danni. In caso di previsioni meteo allarmanti potrebbe quindi essere il caso di controllare l’invaso e l’organizzazione complessiva della barca.













