Domande frequenti
Gli anodi sacrificali sfruttano il principio della protezione catodica: il metallo dell'anodo (zinco, alluminio o magnesio) è elettrochimicamente più attivo dei metalli dello scafo (acciaio inox, bronzo, ottone). In presenza di acqua salata (che è un elettrolita), il metallo più attivo si corrode per primo, 'sacrificandosi' al posto delle parti più nobili della barca. Senza anodi, la corrosione galvanica attacca eliche, assi, timoni, piedi poppieri e scambiatori di calore, con danni costosi in tempi relativamente brevi.
Gli anodi vanno ispezionati ad ogni alaggio e sostituiti quando sono consumati di oltre il 50% del loro volume originale. In acque molto saline o con correnti galvaniche elevate (porto con vecchio impianto elettrico), possono consumarsi in 3–6 mesi. In acque meno aggressive, durano una stagione intera. Non aspettare che l'anodo sia completamente consumato: quando è quasi esaurito, smette di proteggere e la corrosione attacca i metalli nobili. Un segnale di consumo eccessivamente rapido è spesso indicativo di dispersioni di corrente nell'impianto elettrico della barca.
Lo zinco è il materiale classico per acque salate: economico ed efficace in mare. L'alluminio è sempre più diffuso perché funziona in tutte le salinità (acqua salata, salmastra e dolce) e ha un potenziale elettrochimico migliore dello zinco in molte condizioni, durando di più a parità di dimensione. Il magnesio è specifico per acque dolci: nelle acque a bassa salinità (laghi, fiumi, estuari) è l'unico materiale sufficientemente attivo per fornire protezione. Usare lo zinco in acqua dolce è praticamente inutile; l'alluminio è la scelta 'universale' consigliata per chi naviga in diversi tipi di acqua.
Ogni parte da proteggere richiede un anodo specifico per geometria e posizionamento. Per l'asse si usano anodi a collare che si avvitano direttamente sull'asse. Per l'elica si usa un'ogiva (o buttoncino) che si avvita nel mozzo. Per i piedi poppieri sono disponibili kit completi con anodi di varie forme da montare nei punti previsti dal costruttore. Per lo scafo si usano piastre piatte avvitate allo scafo. È importante che tutti gli anodi siano dello stesso materiale: mescolare zinco e alluminio sulla stessa barca può ridurre l'efficacia della protezione.
I segnali visibili di corrosione galvanica sono: pitting (piccoli crateri) su asse ed elica, erosione accelerata del bronzo di prese a mare o scalini, anodi consumati in modo anomalmente rapido, ruggine marrone su parti in acciaio inox (che indica contaminazione o accoppiamento con metalli meno nobili). Meno visibile ma comune è la corrosione interna degli scambiatori di calore e dei tubi di raffreddamento. Se si sospetta una dispersione di corrente, misurare con un voltmetro la tensione tra la massa della barca e l'acqua: un valore superiore a 0.2–0.3V indica una dispersione da indagare con un elettricista nautico.
Gli anodi a piastra si avvitano direttamente sullo scafo con viti inox: il contatto metallico diretto tra l'anodo e lo scafo (o la carena) è fondamentale per la protezione catodica. Non applicare mai vernice o primer tra l'anodo e la superficie: interrompe il contatto elettrico rendendo l'anodo inutile. Lasciare sempre una zona priva di antivegetativa intorno all'anodo (5–10 cm su ogni lato). Gli anodi a piastra vanno posizionati vicino alle aree da proteggere prioritariamente: vicino al piede poppiero, all'asse, alle prese a mare in bronzo. Il numero e la dimensione totale degli anodi deve essere proporzionata alla superficie metallica da proteggere.
Quando un anodo è completamente consumato, la protezione catodica cessa e la corrosione inizia ad attaccare i metalli nobili: prima l'elica (in bronzo), poi l'asse, poi il piede poppiero e i raccordi in bronzo. In acque molto aggressive o con dispersioni di corrente importanti, il degrado può avvenire in poche settimane. I danni da corrosione galvanica avanzata (pitting profondo sull'asse, erosione dell'elica, corrosione delle prese a mare) possono costare migliaia di euro di riparazioni e mettere a rischio la sicurezza della navigazione. È molto più economico e semplice sostituire gli anodi preventivamente che riparare i danni della corrosione.
Sì, gli anodi sacrificali proteggono tutti i metalli in contatto con l'acqua di mare che fanno parte dello stesso circuito elettrico dello scafo. Le prese a mare in bronzo, i tubi di raffreddamento del motore, i raccordi della sentina e gli scarichi sono tutti protetti dagli anodi montati sullo scafo, a condizione che esistano continuità elettrica tra le parti (collegamento tramite cavo di bonding). Il sistema di bonding (il cavo di collegamento verde che collega tutte le parti metalliche sommerse a un punto comune) è fondamentale per far funzionare correttamente la protezione catodica su tutta la barca.
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Anodi Sacrificali e Protezione
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