Domande frequenti
Il serbatoio rigido (in polietilene HDPE o acciaio inox 316L) è strutturato, resistente, dura decenni se di qualità, ma ha dimensioni fisse e deve essere installato in uno spazio dedicato della barca. Il serbatoio flessibile (in tessuto PVC o in gomma alimentare) si adatta alla forma dello spazio disponibile, ha poco peso a vuoto, e può essere installato in gavoni irregolari dove non entrerebbe un rigido. Lo svantaggio dei flessibili è la minore durata (10–15 anni vs 20–30 del rigido) e la tendenza a sviluppare gusto/odore se non puliti regolarmente. Per la maggior parte delle barche da diporto il rigido in HDPE è la scelta standard; il flessibile è utile per ottimizzare spazi irregolari.
Il consumo medio di acqua dolce a bordo è 15–25 litri per persona al giorno (cucina, igiene, docce brevi). Per una crociera di 7 giorni con 4 persone: 7×4×20 = 560 litri come stima conservativa. Aggiungere il 20% di riserva. La maggior parte delle barche da 8–10 m ha serbatoi da 80–150 litri: sufficiente per 1–2 giorni con uso normale senza restrizioni. Per crociere più lunghe: pianificare i rifornimenti nei porti intermedi o installare un secondo serbatoio. Le navi osmotiche (watermaker) producono acqua dal mare ma consumano 40–80W: una soluzione per barche autosufficenti con buona produzione solare.
L'installazione di un serbatoio rigido richiede: uno spazio che sostenga il peso dell'acqua (1 kg per litro), fissaggio con bretelle o staffe in inox che impediscano il movimento anche in caso di rollio pronunciato, collegamento al tappo di imbarco acqua (bocchello 'WATER' sulla murata), connessione all'autoclave e al sistema idrico tramite raccordi compatibili con l'uso alimentare (HDPE o ottone DZR), tubo di sfiato collegato all'esterno. Il materiale del serbatoio deve essere certificato per uso alimentare: non usare serbatoi in HDPE generici ma solo modelli specifici per acqua potabile a bordo.
Ogni anno o quando si nota gusto/odore anomalo nell'acqua: svuotare il serbatoio, riempire con soluzione di ipoclorito di sodio (candeggina alimentare) diluita al 0.1% (1 litro di candeggina al 5% per 50 litri d'acqua), lasciare agire 2 ore, sciacquare abbondantemente 2–3 volte con acqua pulita. Per i serbatoi flessibili: lo stesso processo ma aprire completamente il serbatoio per sciacquare anche l'interno. Prima di usare l'acqua dopo la pulizia: far scorrere il rubinetto fino a quando non si sente più odore di cloro. Aggiungere qualche goccia di candeggina alimentare (5 ml per 100 litri) all'inizio di ogni stagione come prevenzione.
Per l'impianto acqua dolce: usare solo raccordi e tubi certificati per uso potabile. I materiali più usati: raccordi in ottone DZR (dezincification resistant) o in polipropilene PP per acqua fredda, raccordi in ottone o acciaio inox per acqua calda (il PP non resiste alle alte temperature). Tubi: tubo corrugato rinforzato in PVC alimentare o tubo in PE-X per l'acqua calda. Mai usare tubi in PVC rigido generico (non alimentare) o raccordi in ottone standard (si dezincificano). Per le connessioni rapide: raccordi a innesto John Guest sono lo standard più diffuso sulle barche moderne: affidabili, facili da installare, smontabili senza attrezzi.
In zone dove le temperature scendono sotto zero, l'acqua nei tubi ghiaccia e rompe i raccordi. Procedura di winterizzazione: svuotare completamente il serbatoio principale, aprire tutti i rubinetti finché non esce aria, attivare la pompa di aspirazione per svuotare il circuito residuo, versare antigelo marino atossico (propylene glycol alimentare) in ogni tratto di tubo difficile da svuotare. Il bagno va trattato separatamente: versare antigelo nel WC e nel lavandino. In climi mediterranei dove raramente gela, è sufficiente svuotare il serbatoio e far girare l'autoclave brevemente per svuotare i tubi: non è necessario l'antigelo.
Il secondo serbatoio si collega in parallelo al primo tramite un raccordo a T sulla linea principale: una valvola a sfera su ogni tratto permette di isolare un serbatoio dall'altro per manutenzione o per gestire le riserve. Per garantire che entrambi i serbatoi si svuotino uniformemente, collegare le uscite allo stesso livello. Se i serbatoi sono a quote diverse, quello più basso si svuoterà prima: usare una pompa di trasferimento per bilanciare i livelli. Il secondo serbatoio deve avere il proprio tappo di imbarco acqua: non caricare due serbatoi dallo stesso bocchettone senza valvole di isolamento.
Le perdite nell'impianto idrico si manifestano con: aumento anomalo del consumo di acqua, autoclave che si accende frequentemente senza che i rubinetti siano aperti (indica perdita nel circuito in pressione), macchie di umidità nei gavoni. Per trovare la perdita: chiudere tutti i rubinetti, pressurizzare il sistema con l'autoclave e ascoltare il suono dell'acqua che scorre. Ispezionare visivamente tutti i raccordi: spesso la perdita è in un raccordo a compressione o John Guest che si è allentato. I raccordi John Guest si riparano facilmente: spingere il tubo più a fondo e ruotare il dado di fermo. Una perdita che non si trova visivamente si individua con carta assorbente asciutta appoggiata su ogni raccordo.
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