Radio VHF, ecoscandagli, GPS nautici, autopiloti, telecomandi per verricelli, stereo per barche: non ci sono dubbi, sulle nostre barche l’elettronica è sempre più presente, sempre più pervasiva, e certo, anche sempre più avanzata. E peraltro non è l’unica tecnologia presente a bordo. Al contrario. Durante una crociera è del tutto normale portare a bordo, oltre a smartphone, anche tablet e computer portatili, un po’ per stare al passo con la propria serie TV preferita, un po’ per rispondere alle e-mail di lavoro. Peccato che la barca, o più in generale il mare, costituisce un ambiente poco indicato per questi dispositivi, con minacce di diverso tipo: vediamo quindi come proteggere i dispositivi elettronici a bordo della barca, non prima di avere individuato i principali pericoli.
Le minacce per l’elettronica a bordo in barca
Per quale motivo c’è la necessità di proteggere i dispositivi elettronici a bordo della barca? Semplice: il mare rappresenta comunque uno degli ambienti più aggressive e meno indicati per qualsiasi dispositivo elettronico. La prima grande minaccia è rappresentata dalla salsedine: il sale presente nell’aria si deposita infatti inevitabilmente su contatti, connettori e circuiti, favorendo i processi di ossidazione e di corrosione.
Un altro nemico dell’elettronica nautica è ovviamente l’umidità, una presenza costante e inevitabile. In barca si formano facilmente condensa e microgocce d’acqua, soprattutto durante gli sbalzi termici tra giorno e notte. Nel tempo, l’umidità può causare cortocircuiti, falsi contatti e deterioramento dei componenti interni. In alcuni casi si parla, più che di umidità, di acqua vera e propria: pensiamo alle plance di comando completamente esposte alla pioggia o agli schizzi delle onde.
Anche il sole diretto e il calore rappresentano un rischio importante, e non è certo un caso se, anche sulla terraferma, si evita sempre di lasciare gli smartphone sotto i raggi del sole nelle giornate più calde. Le temperature elevate possono infatti surriscaldare display, batterie e processori, riducendo le prestazioni e accelerando l’invecchiamento dei dispositivi. I raggi UV, inoltre, tendono a rovinare plastiche, guarnizioni e schermi.
È poi necessario proteggere i dispositivi elettronici a bordo della barca anche da minacce come vibrazioni, urti e instabilità dell’alimentazione elettrica, tutti fattori che alla lunga possono mettere sotto stress l’elettronica di bordo.
GPS e display nautici: costruiti per resistere in mare
Ci sono buone notizie: tutti i dispositivi elettronici di bordo costruiti da brand specializzati nella nautica sono progettati tenendo in considerazione le minacce tipiche del mondo marino. Ecco che allora i display sono a tenuta stagna, che i touchscreen diventano “marini”, con i modelli più all’avanguardia che grazie a un rivestimento antiriflesso e ai sensori automatici di luminosità garantiscono una buona visione nelle più diverse condizioni di luce. E ancora, le radio VHF portatili diventano galleggianti, con sistemi automatici per il drenaggio dell’acqua.
In sintesi, una prima importantissima protezione arriva già dalle tecnologie e dai materiali utilizzati: al diportista spetta fare un passo in più, per garantire una difesa ancora maggiore.
Smartphone, tablet e pc a bordo: come proteggerli
Tutto quello che è stato detto a proposito dei dispositivi elettronici per la nautica non vale ovviamente per i normali accessori come smartphone, tablet e pc. Qui il consiglio è quello di utilizzare i normali dispositivi solo in condizioni di sicurezza e all’asciutto, per disporli eventualmente nelle proprie custodie – ed eventualmente in sacche stagne – durante la navigazione.
La pulizia e la protezione anticorrosiva dei componenti elettrici
Come anticipato, la corrosione è una tra le principali minacce per i dispositivi elettronici a bordo. Se è vero che questi accessori sono costruiti per non lasciare “passare” al proprio interno salsedine e umidità, è altrettanto vero che connessioni, cavi e connettori restano inevitabilmente esposti. È quindi bene assicurarsi di pulirli attentamente, utilizzando al bisogno dei detergenti nautici anticorrosivi specificamente formulati: in questo modo sarà possibile eliminare non solo lo sporco, ma anche eventuali agenti ossidanti, prolungando la vita dei componenti.

Come proteggere l'elettronica dal caldo eccessivo
I dispositivi elettronici temono le alte temperature. A farne le spese sono infatti i processori, ma anche le batterie e gli schermi. I processori arrivano a spegnersi automaticamente per evitare un surriscaldamento eccessivo; nel caso delle batterie ad alte temperature si riducono le performance, aumentando l’usura; gli schermi LCD e OLED esposti per lunghi periodi al sole diretto, da parte loro, presentano una progressiva perdita della luminosità, nonché l’alterazione dei colori e, nei casi peggiori, la comparsa di macchie.
Il primo consiglio è quindi quello di proteggere i dispositivi elettronici a bordo delle barche dai raggi del sole: in assenza di cabine o di T-Top sarà quindi bene dotarsi di cappottine, nonché di teli copribarca per i lunghi riposi in porto.
Per quanto riguarda invece i dispositivi mobili, per sottrarli dai raggi solari è consigliabile riporli sottocoperta o eventualmente all’interno di gavoni, a patto di poter contare su ambienti puliti e sufficientemente freschi: i gavoni che ospitano caricabatterie e inverter, se non ben ventilati, rischiano di trasformarsi in veri forni.
Nel caso di un dispositivo mobile surriscaldato per via dell’esposizione ai raggi solari è inoltre bene ricordare di posticipare la ricarica, processo che potrebbe aumentare ulteriormente la temperatura: meglio lasciare del tempo al dispositivo per raffreddarsi e solo successivamente procedere con la ricarica.
L’invernaggio e la protezione dei dispositivi elettronici della barca
Passaggio fondamentale per proteggere i dispositivi elettronici a bordo della barca è ovviamente l’invernaggio. Al momento del rimessaggio invernale è infatti bene dedicare attenzione anche a questi accessori. Quelli portatili, e in generale quelli che possono essere comodamente sconnessi, andrebbero sempre sbarcati e portati a casa – o comunque in un luogo asciutto e sicuro. In questo modo si eviterà di esporli all’incuria, alle escursioni termiche, all’umidità e alla polvere, nonché a eventuali furti. VHF portatili, batterie di riserva, telecomandi dei verricelli e simili dovrebbero quindi essere sconnessi, controllati, puliti e riposti fino a primavera.
Per quanto riguarda invece i dispositivi fissi, tutto quello che si può fare è procedere con una buona pulizia: la polvere dovrà essere rimossa con panni puliti in microfibra, ed eventualmente con bombolette d’aria compressa; le macchie di unto potranno invece essere cancellate con detergenti a base di alcol e un panno antistatico. Puliti e asciutti, i dispositivi dovranno essere coperti con un telo impermeabile, così da restare lontani da umidità, polvere e insetti.













