Non solo giubbotti di salvataggio e zattere per l’emergenza in mare: tra le dotazioni di sicurezza obbligatorie in barca ci sono anche fuochi a mano, boette fumogene e razzi a paracadute. Intorno a questi segnali di soccorso per la nautica, però, c’è spesso un bel po’ di confusione, sia a livello dell’acquisto, sia a livello di uso e infine di smaltimento dei razzi. Anche perché, diciamo, quando pensiamo alle dotazioni di sicurezza la nostra mente va quasi sempre verso i dispositivi che ci permettono di restare a galla, e non tanto verso quelli che hanno il ruolo – sempre e comunque cruciale – di facilitare il lavoro dei soccorsi.
Ed è proprio questo che fanno i segnali di soccorso, segnalando in modo chiaro la posizione della barca in una situazione di emergenza: ma come selezionare le boe, i fuochi e i razzi per la tua barca? Come utilizzarli correttamente in caso di bisogno? E, infine, come smaltire correttamente i segnali di soccorso della barca una volta scaduti? Diamo risposta a tutte queste domande nei prossimi paragrafi.
Quali sono i razzi e i segnali di soccorso obbligatori
Iniziamo con lo spiegare come decidere quali segnali di soccorso acquistare per la propria barca: qui il compito è di quelli semplici, sapendo che il legislatore ha già impostato un numero minimo di dotazioni di sicurezza da avere a bordo in base alla distanza dalla costa. Abbiamo già visto alcune settimane fa gli elenchi aggiornati delle dotazioni obbligatorie per le barche, e ci limitiamo qui a riassumere le regole riguardanti i segnali di soccorso:
Entro le 3 miglia:
- una boetta fumogena
- due fuochi a mano a luce rossa
Entro le 6 miglia:
- due boette fumogene
- due fuochi a mano a luce rossa
- due razzi aparacadute a luce rossa
Entro le 12 miglia e per la navigazione senza limiti:
- due boette fumogene
- due fuochi a mano a luce rossa
- due razzi a paracadute a luce rossa
Ovviamente quello deciso dal legislatore è il minimo; chi si trova di frequente a navigare in condizioni difficili e molto lontano dalla terraferma può scegliere di acquistare dei razzi supplementari, così come chi naviga entro un miglio dalla costa, pur non essendo obbligato dalla legge, potrebbe aumentare la sicurezza a bordo acquistando un fuoco a luce rossa per ogni evenienza.
Come utilizzare i razzi e le boette fumogene in barca
Si è visto che la scelta dei segnali di soccorso per la barca non è difficile. Di per sé nemmeno l’utilizzo di razzi, fuochi a mano e boette lo è, ma il dubbio assale comunque il diportista: chi non ha mai dovuto affrontare un’emergenza in mare, infatti, potrebbe non aver mai dovuto utilizzare strumenti di questo tipo. In genere le scuole nautiche infatti non offrono delle dimostrazioni di utilizzo dei segnali di soccorso obbligatori per la barca, per diversi motivi.
In primo luogo, perché per farlo si dovrebbero allertare le autorità locali, affinché l’utilizzo dei fuochi non venga interpretato come una richiesta di aiuto; in secondo luogo, perché effettivamente l’utilizzo di questi segnali può essere pericoloso, soprattutto sulla terraferma. Un razzo a paracadute infatti potrebbe dare il via a degli incendi – non a caso il suo utilizzo è confinato oltre le tre miglia dalla costa.
Dunque, come utilizzare i segnali di soccorso in barca? In primo luogo, boette, fuochi a mano e razzi dovrebbero essere sempre utilizzati dopo aver effettuato la chiamata d’emergenza con la radio VHF, così da dare ai soccorritori la possibilità di stare all’erta per vedere i segnali di soccorso. Precisato questo primo aspetto, è bene sottolineare che questi segnali hanno funzioni differenti, ovvero:
- le boette fumogene sono dei segnali di soccorso diurni, emettendo un fumo arancione visibile da lontano anche di giorno, fino a circa 4/5 miglia di distanza; una volta aperta, la boetta va attivata con l’anello a strappo, per poi gettarla subito in acqua;
- i fuochi a mano sono segnali notturni, sostitutivi in tal senso delle boette. Per accenderli basta svitare il tappo, per avviare così un’illuminazione potente che dura circa 60 secondi; il consiglio, per aumentare la visibilità, è quello di tenerli in alto;
- i razzi paracadute hanno lo scopo di comunicare la propria posizione a soccorritori molto lontani, lanciando dei razzi luminosi a circa 300 metri di altezza; il consiglio è quello di tenerli perfettamente verticali e di utilizzare dei guanti, così da sfruttare al massimo il lancio senza rischiare di scottarsi.
Lo smaltimento di razzi e segnali di soccorso
I segnali di soccorso luminosi per barca non durano per sempre; hanno anzi una data di scadenza precisa, con una vita utile che di solito si ferma a quattro anni. Ma perché questi dispositivi d’emergenza scadono? Per due motivi: prima di tutto perché invecchiando non sono più efficaci, e potrebbero quindi rivelarsi inutili al momento del bisogno; in secondo luogo perché i razzi vecchi possono diventare pericolosi, per via della progressiva perdita di stabilità della polvere ‘esplodente’ fatta di zolfo, carbone e salnitro.
Quindi sì, i segnali di soccorso per barca vanno smaltiti in tempo, e con attenzione. Vista la natura di questi dispositivi è assolutamente vietato gettarli nella normale raccolta differenziata: la normativa – e sono diverse le leggi da consultare, dal DM del 12 maggio 2016 numero 101 al DL 152 del 2006 – ci dice che devono essere consegnati presso un punto di raccolta autorizzato Co.Ge.Pir. L’acronimo indica il Consorzio Gestione Pirotecnici, che attiva canali di raccolta presso negozi di accessori per la nautica, cantieri nautici e centri di revisione per zattere di salvataggio.
Fuochi a mano in barca: la possibilità di usare dispositivi LED
I classici segnali di soccorso per la nautica non sono quindi dispositivi da prendere alla leggera: sia l’utilizzo che lo smaltimento di fuochi a mano e di razzi a paracadute devono essere fatti con grande attenzione. Considerando tutto questo, il legislatore, con le nuove regole entrate in vigore l’autunno del 2025, ha aperto la possibilità di usare in luogo dei fuochi a mano dei dispositivi LED, a patto che siano certificati SOLAS/MED.










