Vediamo come affrontare il rimessaggio invernale delle batterie della barca

Batterie di bordo: come svernarle, ricaricarle e capire quando cambiarle

Tempo di lettura: 5'

Che tanti diportisti abbiano dei dubbi circa il corretto rimessaggio invernale delle batterie non ci sorprende affatto. Prima di tutto, perché nel nostro negozio di accessori per la nautica i clienti domandano come affrontare la manutenzione delle batterie marine da decine di anni; in secondo luogo, perché sullo svernaggio degli accumulatori delle barche è stato detto di tutto e di più, in qualsiasi direzione. Ecco che allora si raccolgono talvolta consigli differenti, talvolta persino contrari. Questo accade un po’ per disinformazione, un po’ per un eccesso di approssimazione, e anche perché non tutte le batterie per barca sono uguali: possiamo affermare prima di tutto che negli ultimi anni questo elemento centrale dell’impianto elettrico delle barche è migliorato di parecchio, rendendo la sua manutenzione più semplice. Tenendo conto di queste variabili, in questa guida vedremo come affrontare il rimessaggio invernale delle batterie, per soffermarci inoltre sulla loro corretta ricarica e sulla loro sostituzione.

La corretta ricarica delle batterie della barca

C’è chi a bordo della propria barca ha una sola batteria che “fa tutto”, e chi, soprattutto su barche più importanti, ha due circuiti separati, con almeno due batterie: una per l’avviamento ed eventualmente per le utenze più energivore (come il salpa ancora) e l’altra per le altre utenze, detta per l’appunto batteria “servizi”. Ricordato questo aspetto – e che quindi un diportista può avere a che fare con delle batterie di tipo diverso – è bene sottolineare che i diversi tipi di batteria hanno esigenze di carica leggermente differenti: per evitare problemi sarebbe quindi bene usare un caricabatterie automatico, capace di garantire un processo di carica così come viene indicato dal produttore della batteria stessa. I migliori modelli sono quelli che offrono un ciclo di carica minimo trifase, con una velocità di carica diversa in base alla percentuale di carica (veloce all’inizio, lenta verso la fine, per poi eventualmente passare in fase di “mantenimento”). Ci sono poi altre attenzioni da ricordare: nel caso delle batterie al piombo AGM e di quelle al gel, per esempio, bisognerebbe sempre provare a evitare i cicli di carica parziali, cercando quindi di scaricare la batteria e poi di ricaricarla del tutto; le batterie al litio, da parte loro, ben sopportano bene i cicli parziali, e risentono meno delle scariche complete.

Svernare le batterie: lasciarle a bordo o sbarcarle?

Ecco il primo dubbio di chi deve organizzare il rimessaggio invernale delle batterie della barca: meglio tenerle a bordo o disinstallarle e portarle altrove? Nella maggior parte dei casi, abbiamo ben pochi dubbi, gli accumulatori possono essere semplicemente lasciati in sede. Pensiamo alle barche che vengono tirate a secco a fine stagione, per essere parcheggiate in magazzini o garage; ma anche gli scafi che vengono lasciati all’esterno, o persino in acqua, e che però non sono esposti né a temperature particolarmente rigide, né a grandi escursioni termiche. Come regola generale è bene ricordarsi che le batterie al fresco e all’asciutto stanno bene; possono invece soffrire le temperature alte, il gelo, l’umidità estrema e l’esposizione diretta ai raggi solari. In molti casi quindi non ci sono davvero problemi a lasciare la batteria a bordo della barca, anche per l’intera durata dell’inverno. A patto, ovviamente, di gestire nel modo corretto il suo rimessaggio invernale, con tutte le attenzioni del caso.

Rimessaggio invernale delle batterie: ecco cosa fare

Per capire – e per ricordarsi – come affrontare il buon rimessaggio invernale delle batterie della barca è necessario sapere che le scariche profonde sono sempre da evitare (anche nel caso delle batterie al litio). A questo caposaldo va sempre sommata una precisazione, ovvero che le batterie collegate all’impianto elettrico, per quanto la barca sia spenta, tendono a scaricarsi, per via dell’assorbimento di corrente da parte dei dispositivi a bordo. Per questo motivo è sempre bene ricordarsi di scollegare le batterie all’inizio della pausa invernale, manualmente oppure, più semplicemente, installando uno staccabatterie, che permette di gestire gli accumulatori in modo più facile e sicuro.

In ogni caso, in ogni stagione, gli accumulatori della barca dovrebbero essere mantenuti puliti e in ordine. Non stupisce quindi che un’operazione obbligatoria da fare per un buon rimessaggio invernale delle batterie nautiche sia la pulizia delle batterie, a partire dai terminali e dai morsetti, eliminando eventuali tracce di corrosione (cosa che potrebbe generare una barriera tale da compromettere l’efficacia del flusso elettrico).

E poi? Poi sarebbe bene caricare del tutto le batterie, nonché programmare delle cariche periodiche, tendenzialmente ogni 60-90 giorni (questo dipende dal tipo e dalla salute degli accumulatori). Va infatti sottolineato che, seppur scollegate, le batterie sono comunque soggette a un processo di autoscarica: nel caso dei modelli al piombo acido, per fare un esempio, è normale avere un tasso di autoscarica mensile di circa il 10%. C’è chi risolve questa esigenza lasciando collegato un caricabatterie per tutto l’inverno, cosa che però risulta piuttosto rischiosa: sarebbe bene eventualmente usare un apposito mantenitore di carica, che effettua delle brevi e veloci ricariche solo quando necessario, senza pericolo di surriscaldamento.

Quando è necessario cambiare le batterie della barca?

Pur a fronte di una buona manutenzione, pur gestendo attentamente il rimessaggio invernale delle batterie, gli accumulatori tendono comunque a manifestare dei problemi dopo alcuni anni di utilizzo: delle batterie di ottima qualità, di ultima generazione e curate nel tempo possono durare anche più di 6 anni, sfiorando i 10; in altri casi, soprattutto se sottoposte a utilizzi non ottimali, la durata può essere inferiore ai 5 o persino ai 3 anni.

Ma come capire quando è necessario sostituire la batteria? Ci sono segnali inequivocabili, come degli evidenti rigonfiamenti della batteria, sintomi di problemi seri e potenzialmente pericolosi. Altre volte i sintomi sono meno ovvi: pensiamo al motore che si avvia con crescente difficoltà (o che non si accende proprio), ai dispositivi elettronici come gli ecoscandagli che si riavviano da soli, oppure all’illuminazione della barca che si fa più fioca. In questi casi, in assenza di anomalie del sistema elettrico, le batterie “vecchie” sono le prime imputate.

Per sostituire la batteria sarà bene intervenire a barca spenta, con dei guanti, staccando prima il negativo e poi il positivo, pulendo perfettamente i cavi e la sede dell’accumulatore prima di installare e collegare la nuova batteria.

 

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