ancora incattivata

Ancora incattivata? Tecniche di disincaglio

Recuperare l’ancora, quando si può contare su un verricello salpa ancora e le condizioni meteorologiche sono buone, è generalmente un gioco da ragazzi. Non si tratta quindi di una di quelle “tipiche” situazioni di stress con cui i diportisti si trovano talvolta ad avere a che fare, su tutte l’ormeggiare in porti turistici trafficati e con spazi di manovra ristretti. E in effetti la sosta in rada, il più delle volte, viene affrontata in totale tranquillità, per via dell’oggettiva assenza di ostacoli e di veri pericoli. Senonché le rade non sono sempre libere come le vorremmo; e, soprattutto su litorali particolarmente celebri e apprezzati, piccole e incantate insenature diventano – tra luglio e agosto – veri e propri parcheggi galleggianti. Ecco che allora salpare e riprendere la navigazione non è sempre così semplice, con il rischio concreto di ritrovarsi con l’ancora incattivata. Se non gestita nel modo corretto, una situazione di questo tipo può causare un bel po’ di nervosismo, ritardi, litigi e persino danni: vediamo quindi come affrontare un’ancora incattivata in modo efficace, veloce e sicuro, riducendo al minimo lo stress. 

Ancora incattivata: che cos’è

Ma cosa si indica nel concreto con il termine ancora incattivata? Il termine è effettivamente poco usato: si tratta del participio passato del verbo “incattivare”, che significa “imprigionare”; non è quindi da confondere con il participio passato del verbo “incattivire”, che significa invece “diventare cattivi”. Nel linguaggio marinaro il verbo incattivare, riferito a un cavo a una catena, indica quindi un intrico, un intreccio.

Si capisce quindi che un’ancora incattivata non è un’ancora incagliata sul fondo, incastrata per esempio in una roccia; l’ostacolo qui è costituito invece da un’altra linea di ancoraggio, tipicamente di una barca arrivata dopo, con le due catene che – anche per via di uno spedamento – finiscono per toccarsi e incastrarsi.

Come si può immaginare, nella maggior parte dei casi, ci si accorge di avere l’ancora incattivata nella linea d’ancoraggio altrui solamente nel momento in cui si decide di salpare. Azionato il verricello il peso maggiore si fa sentire, bloccando l’intera procedura. Ma come liberare un’ancora incattivata?

Salpare con ancora incattivata

Salpare l’ancora: istruzioni per l’uso

Ancora prima di vedere come risolvere un’ancora incattivata è bene ricordare quali sono le regole di base per salpare un’ancora in modo sicuro, salvaguardando il verricello, i fondali e la propria stessa barca, e con un occhio di riguardo anche per le batterie. L’obiettivo in generale è quello di recuperare l’ancora senza strattoni, e riducendo al minimo lo sforzo del verricello (che in linea di massima non ama gli sforzi prolungati).

La tecnica di base prevede di sfruttare gli spostamenti naturali della barca a nostro favore, un po’ come faremmo se dovessimo recuperare a mano l’ancora (così come è normale su barche al di sotto dei 10 metri). Il primo consiglio è quello di accendere il motore (così da dare manforte alle batterie) e di dare un po’ di gas in avanti, così da allentare la tensione della catena, e iniziare a recuperare con il verricello con uno sforzo minore.

È bene ricordare che, in assenza di vento, la catena dell’ancora cade praticamente verticale fino al fondale: i primi metri di recupero sono quindi facili, fino a quando effettivamente la catena fa trazione sull’ancora appoggiata sul fondale e si dispone obliquamente; a questo punto è bene interrompere il recupero, lasciando che sia lo stesso peso della catena a far avanzare lentamente la barca, riportando il calumo in posizione verticale. Sarà così più facile a questo punto riprendere il recupero con il verricello, senza sforzi eccessivi: si continuerà così con calma fino a quando l’ancora sarà posizionata correttamente nella sua sede di prua (controllando magari nel frattempo che l’ancora si disponga in modo ordinato nel proprio gavone).

Non sempre le cose vanno però così: certe volte l’ancora resta incagliata sul fondo, mentre in altre situazioni, per l’appunto, ci si imbatte in un’ancora incattivata.

Come evitare il problema

Prima ancora di imparare come liberare un’ancora incattivata sarebbe bene capire come evitare una situazione di questo tipo. Ecco le attenzioni da prendere:

  • Distanze: il primo consiglio è ovviamente quello di rispettare le distanze tra le barche, in modo da ridurre al minimo la possibilità di incrociare le linee di ancoraggio altrui. Qui il buonsenso dovrebbe essere più che sufficiente: che senso ha ormeggiare contro un’altra barca quando c’è tutta una rada? Talvolta però lo spazio a disposizione è davvero poco, per la piccolezza dell’insenatura o per la grande presenza di barche: maggiore è il numero di barche in uno spazio ridotto, più grande è il rischio di incattivare una linea d’ancoraggio. 
  • Limitare la catena all’ancora: quando ci si trova a ormeggiare in rade trafficate, soprattutto se per una sosta breve, è bene trovare il compromesso tra ancoraggio da manuale e difesa dall’incattivamento: meglio quindi filare un po’ meno catena di quanto si farebbe in situazioni diverse.
  • Numero di ancore: va da sé che il rischio di ingarbugliarsi in catene e cime altrui aumenta con il numero di catene calate. È infatti noto che, per mantenere immobile la barca e aumentare la sicurezza, sarebbe bene gettare due, persino tre ancore (creando angoli da 120 gradi) per poter resistere anche a venti molto forti. Ovviamente una soluzione di questo tipo mal si coniuga con una rada molto affollata!
  • Grippia e grippiale: infine, per evitare di vedersi incattivare l’ancora, può esser prezioso l’utilizzo di grippia e di grippiale, così da rendere esplicita la posizione della propria linea di ancoraggio. Va peraltro detto che il grippiale può essere utile anche per disincagliare un’ancora, rendendo la ripartenza più facile e più veloce.

Come liberare l’ancora incattivata: cima e mezzo marinaio

Come affrontare un’ancora incattivata? Ci sono diverse possibilità, anche in base al tipo di situazione. Alcune volte, pur a fronte di un contatto con un’altra linea, è possibile risolvere la cosa semplicemente recuperando con pazienza la propria ancora, alternando sapientemente verricello e avanzamento.

Quando il gioco si fa più difficile è invece armarsi di pazienza, di una cima e di un mezzo marinaio. Si inizierà come da manuale, recuperando per quanto possibile l’ancora, fino a quando, con tutta probabilità, questa andrà a sollevare anche l’altra cima d’ancoraggio, portandola con sforzo verso la superficie; a questo punto si potrà prendere la nostra cima, fissando una sua estremità a una galloccia. Con l’altra estremità si farà una gassa, da calare fin sotto alla catena “altrui”, che in questo momento sarà sollevata dalla nostra ancora; a questo punto andremo a pescare la nostra cimetta con il mezzo marinaio, facendo passare il suo gancio nella gassa, per poter così sollevare la cima d’ancoraggio dell’altra barca quel tanto che basta per liberare l’ancora. Si potrà così ultimare il recupero, per poi slegare e recuperare la cima.