Ci sono marinai in grado di realizzare decine e decine di nodi per barca, e che in testa hanno uno schema diverso per ogni differente esigenza. E ci sono ovviamente lupi di mare che tanti di quei nodi li sanno fare alla perfezione e in pochissimo tempo, praticamente a occhi chiusi. Ma è necessario davvero conoscere tutti i possibili nodi marinari? Non proprio: chi si avvicina al mondo della nautica dovrebbe però conoscere alcuni nodi per barca fondamentali, così da avere la soluzione giusta per ogni diversa situazione.
Vale inoltre la pena ricordare che non sono solamente i velisti a dover conoscere le varie tipologie di nodo marinaro: anche chi naviga su una barca a motore deve infatti avere una buona manualità con i cavi, per gestire in modo efficiente e sicuro le cime d’ormeggio come quelle dedicate a posizionare i parabordi.
Nodi marinari da conoscere: tutto dipende dalla tua barca
Quali sono i nodi marinari che devi assolutamente conoscere? Le esigenze cambiano grandemente in base al tipo di barca. Chi conduce una barca a motore, non avendo a che fare con la gestione delle vele, dovrà conoscere esclusivamente i nodi per gestire al meglio l’ormeggio. Parliamo quindi della creazione di occhielli sicuri per mantenere in posizione la barca durante una sosta temporanea o lunga, dei nodi veloci per posizionare i parabordi, come anche dei nodi per unire due cime, per allungare laddove necessario le linee di ormeggio.
Il velista dovrà conoscere tutti questi nodi destinati all’ormeggio, nonché altri schemi per non far scorrere le drizze e le scotte, come anche, per fare un altro esempio, dei nodi di accorciamento.
Si capisce a questo punto che, ancor prima di vedere quali sono i nodi per barca davvero essenziali, può essere utile distinguere tra le varie tipologie di legatura, in base al compito che una cima deve assolvere.
Le tipologie di nodo
È semplice: in barca esistono tanti nodi perché i cavi sono chiamati a svolgere diverse funzioni. Diversamente, un unico nodo potrebbe essere sufficiente per ogni scenario! Ecco quindi le principali tipologie di nodo marinaio:
- I nodi a occhio: si tratta di asole chiuse, realizzate tendenzialmente a una delle estremità delle cime. Il loro scopo è quello di poter essere avvolti intorno a un oggetto, tra i quali troviamo ovviamente i pali di ormeggio e le bitte; i migliori nodi a occhio sono quelli che possono essere realizzati e successivamente sfilati velocemente, per poter essere eventualmente riutilizzati;
- I nodi di arresto: come suggerisce il nome, rientrano in questa categoria tutti i nodi utilizzati per bloccare le cime. Il loro impiego più tipico mira a evitare che una cima esca da un bozzello;
- I nodi scorsoi: in questa categoria rientrano tutti i nodi ‘mobili’, il cui cappio si stringe sempre di più all’aumentare della tensione;
- I nodi di giunzione: legature per unire due cime, così da avere più lunghezza a disposizione.
6 nodi per barca che devi assolutamente conoscere
1- La gassa d’amante (per le fasi di ormeggio)
Tra i più famosi e utili nodi per barca, dal nome decisamente affascinante. La gassa d’amante è un modo molto resistente e soprattutto versatile, e per questo compare in cima alla lista dei nodi per barca da conoscere assolutamente: seguendo questa tecnica si crea un occhiello fisso e forte all’estremità di una cima, il che è molto utile nell’ormeggio della barca.
Per fare una gassa d’amante si forma un occhiello alla fine di una cima, si passa l’altra estremità nell’occhiello stesso, dal basso verso l’alto, e la si avvolge poi intorno alla parte fissa della cima. A questo punto si riporta l’estremità libera nell’occhiello, come fatto all’inizio, per poi stringere la gassa tirando entrambe le estremità del cavo.
2- Il nodo parlato (per fissare i parabordi)
Un nodo bloccante, semplice e rapido da fare, veloce da sciogliere, e per questo perfetto per fissare i parabordi. Il nodo parlato si fa intorno a qualcosa – una draglia per esempio – avvolgendo un’estremità della cima intorno al supporto, facendo fare un giro completo alla parte libera. L’estremità va poi incrociata sopra la parte fissa, creando un incrocio, per poi passare al di sotto della X creata e stringere il tutto.
3- Il nodo Savoia (per bloccare una cima)
Altro nodo marinaro molto semplice e basilare: per fare il nodo Savoia iniziamo facendo un’asola, per poi passare l’estremità libera intorno alla parte fissa, quindi dentro l’asola. A questo punto è possibile stringere il nodo tirando le due estremità, così da avere un nodo d’arresto a forma di ‘8’ che potrà essere sciolto molto facilmente.
4- Il nodo a bocca di lupo (per legare una cima a un anello)
Per assicurare una cimetta alla battagliola, come anche per fissare un cavo a un palo. Al centro abbiamo la nostra barra: passiamo la cima intorno a questo supporto a creare un’asola, per poi passare entrambe le estremità libere (sia il dormiente che il corrente) nell’asola così creata, e stringere. Facile e veloce!
5- Il nodo a bandiera (per collegare due cime)
Anche detto nodo di scotta, il nodo a bandiera spicca per resistenza: una volta realizzato per bene e sottoposto a tensione, scioglierlo diventa infatti molto difficile, e per questo può essere usato per esempio per fissare la scotta del fiocco. Per legare insieme due cime dal diametro uguale – o molto simile – partiremo con il sovrapporre le due estremità da connettere, per passarne una intorno all’altra. All’interno dell’anello formato facciamo passare prima una, poi l’altra estremità, per poi tirare insieme entrambi i capi. Il nodo di scotta è terminato.
6- Il nodo Margherita (per accorciare una cima)
Ecco l’ultimo tra i nodi per barca fondamentali che vogliamo insegnarti in questa guida. Il nodo Margherita permette di accorciare una cima di parecchio, senza doverla tagliare. Realizzarne uno non è difficile: prendiamo la cima e facciamo un primo e un secondo anello, per poi sovrapporli parzialmente; facciamo un terzo anello, e sovrapponiamo anche questo ai primi due, sempre parzialmente. A questo punto andiamo a pescare l’anello centrale: con una mano prenderemo la sua parte sinistra, passando dall’anello inferiore, e con l’altra mano la sua parte destra, passando per l’anello superiore: tirando entrambe queste parti avremo creato il nostro nodo Margherita.










