Filtra i prodotti

Il prezzo più alto è €88,32

Domande frequenti

La lucidatura della vetroresina si esegue in due o tre fasi a seconda dello stato della gelcoat: 1) Compounding (se il gelcoat è opaco, graffiato o ossidato) con un prodotto abrasivo medio applicato con lucidatrice orbitale o a pad di lana; 2) Lucidatura fine con polish non abrasivo per recuperare il brillio; 3) Ceratura con cera protettiva UV per sigillare e proteggere la superficie. Su gel coat molto ossidato è necessario partire con un prodotto cut-compound più aggressivo. Non lucidare mai sotto al sole diretto: il prodotto si asciuga troppo in fretta e lascia aloni. Ripetere la lucidatura ogni 1–2 anni a seconda dell'esposizione ai raggi UV.
Le macchie giallo-arancio sulla vetroresina bianca sono causate da tannini delle alghe, ossido di ferro da catenarie e bozzelli, o da depositi minerali dell'acqua marina. Per la ruggine da contatto: detergente acido specifico per nautical (acido ossalico o citrico diluito), lasciare agire 5–10 minuti e sciacquare abbondantemente. Le macchie di tannini verdi/marrone si trattano con candeggina diluita o prodotti a base di perossido. Non usare mai prodotti acidi sull'antivegetativa o sulle parti metalliche. Dopo il trattamento, lucidare la zona trattata per ripristinare il brillio della gelcoat.
Il teak naturale invecchia assumendo una colorazione grigia uniforme, che è esteticamente gradevole per molti ma indica un'esposizione solare prolungata. Per mantenere il colore naturale dorato-marrone: applicare olio per teak o teak oil 1–2 volte l'anno, dopo aver pulito con teak cleaner in due fasi (part A acido + part B basicizzante). Per ringiovanire un teak grigio: usare il teak cleaner in due passi, poi applicare l'olio quando il legno è ancora umido. Non usare solventi aggressivi che estraggono gli oli naturali del legno. Le calafature tra le doghe del teak vanno ispezionate ogni stagione e rimosse e rifatte se annerite, screpolate o con penetrazione d'acqua.
Per gli interni di una barca vale la regola dell'umidità minima: aerare sempre dopo ogni uscita, usare sacchetti di silica gel nei gavoni durante il rimessaggio, e non lasciare mai asciugamani o abiti bagnati a bordo. Per la pulizia: detergente neutro per superfici in plastica e vetroresina, prodotti specifici per pelle sintetica (Vinylex o simili) per i rivestimenti di sedile, e lucidante per legno per le parti in teak varnished. Per prevenire la muffa in crociera: ventilazione costante nei locali di prua, tappetini in lattice che non trattengono umidità sotto, e un deumidificatore a bordo durante i periodi di non utilizzo.
Evitare solventi forti (acetone, MEK, trielina) sulla vetroresina: sciolgono la gelcoat e la plastica. La candeggina non diluita danneggia i metalli e può decolorare i tessuti. I prodotti abrasivi generici (tipo Cif) graffiano la gelcoat se usati senza la dovuta delicatezza. I detergenti per auto vanno bene per le carrozzerie, ma spesso contengono cere siliconiche che rendono difficile la successiva applicazione di anti-sdrucciolo o pitture. In generale: usare sempre prodotti specifici per nautica, che sono formulati per essere efficaci sull'ambiente marino senza danneggiare le superfici.
I depositi bianchi sulla vetroresina (soprattutto sotto i rubinetti, lungo la linea di galleggiamento e nei punti di gocciolamento dell'acqua) sono principalmente calcare e sali minerali. Per rimuoverli: soluzione di acido citrico al 10% o prodotti specifici anticalcare per nautica, applicati con una spugna morbida, lasciati agire 5–10 minuti e poi risciacquati abbondantemente. Per depositi più ostinati: pasta abrasiva fine con movimento circolare delicato. Evitare acidi forti (acido muriatico) sulla vetroresina: degradano la gelcoat in modo irreversibile. Dopo il trattamento, applicare cera protettiva per creare una barriera che rende più difficile la futura adesione dei depositi.
Il teak sintetico non richiede olii o trattamenti protettivi come il naturale: la sua superficie è impermeabile e non assorbe l'acqua. La manutenzione ordinaria si limita a lavaggi con acqua dolce e detergente neutro. Per lo sporco incrostato (residui di antivegetativa, olio solare, macchie organiche) usare un pulitore sgrassante non aggressivo. Non usare mai spazzole metalliche o prodotti abrasivi: graffiano la superficie. Il punto critico del teak sintetico sono le giunzioni e le viti di fissaggio: ispezionare periodicamente che non ci siano infiltrazioni d'acqua sotto la superficie che potrebbero deteriorare il supporto sottostante.
La ceratura della vetroresina va eseguita almeno una volta l'anno, idealmente due: una a inizio stagione dopo il varo e una a fine stagione prima del rimessaggio. La cera protettiva UV crea uno strato idrorepellente che protegge la gelcoat dalla fotodegradazione (ingiallimento e opacizzazione), facilita la pulizia e rallenta l'adesione di alghe e molluschi sulla linea di galleggiamento. Per barche in vetroresina di colore chiaro sono preferibili le cere con protezione UV elevata (tipo Meguiar's Mirror Glaze, Collinite 925 o equivalenti marini). Applicare con lucidatrice orbitale o a mano, in strati sottili e uniformi, sempre all'ombra.
Dettaglio di una coperta in teak metà grigia (vecchia) e metà trattata (nuova dorata), con sopra un barattolo di olio per teak e un pennello.

Trattamento Teak

Restituisci al legno il suo colore dorato naturale. Un ciclo completo di manutenzione in tre fasi: Cleaner (pulitore) per rimuovere sporco e grigio, Brightener (schiarente) per ravvivare le venature, e Olio per Teak (Sealer) per nutrire e proteggere dai raggi UV e dall'acqua salata. Disponibili kit completi e prodotti specifici nanotecnologici per ponti in teak e legni pregiati.