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Domande frequenti

Sì. Il D.M. 146/2008 prevede che le unità da diporto abbiano a bordo almeno un salvagente anulare omologato con sagola di recupero. Per la navigazione entro 6 miglia è sufficiente un modello conforme alla norma EN 14144 o EN ISO 12402-8. Per navigazioni più lunghe le dotazioni aumentano. Il salvagente deve essere installato in un punto accessibile (non chiuso a chiave o bloccato), noto a tutto l'equipaggio, e pronto per il lancio istantaneo.
Il salvagente anulare è il classico cerchio pieno, stabile e visibile, ideale per lanci a breve distanza e per banchine e porti. Il salvagente a ferro di cavallo (o a U) è la forma preferita in barca a vela e sui cockpit: si indossa più facilmente da parte di chi è in acqua (non bisogna passarci sopra la testa) e si aggancia più velocemente attorno al corpo. Spesso montato sulla poppa con sgancio automatico a cavo, il ferro di cavallo è considerato più efficace nell'emergenza uomo-in-mare sulla barca a vela.
Un sistema completo comprende: il salvagente (anulare o a ferro di cavallo), una sagola galleggiante lunga almeno 30 m per il recupero, una boetta con luce automatica per la localizzazione notturna, un segnale fumogeno per la localizzazione diurna, e un drogue (ancora galleggiante) per rallentare la deriva del salvagente. Alcune stazioni di recupero moderne integrano tutto in un unico contenitore sgancibile automaticamente a cavo che si apre al contatto con l'acqua.
Il lancio va eseguito il prima possibile dopo la caduta in mare: urlare 'Uomo in mare!' per allertare l'equipaggio, designare immediatamente una persona che non perda di vista il naufrago, lanciare il salvagente il più vicino possibile (non addosso) alla persona in acqua, e mantenere la barca manovrata per il recupero. Se il salvagente ha la sagola, non lanciarla a caso ma tenerla in mano per guidare il recupero. Esercitarsi regolarmente: durante le emergenze reali ogni secondo conta.
Le boette luminose per salvagenti si dividono in: luci a batteria con attivazione automatica al contatto con l'acqua (le più pratiche), luci con fotocellula che si attivano al buio, e luci manuali. Per uso regolamentare devono essere conformi SOLAS o EN ISO 2852. La durata minima dovrebbe essere di 8 ore. Verificare la data di scadenza delle batterie: molte boette hanno una batteria sostituibile, altre sono monouso. Per navigazioni notturne la boetta luminosa è indispensabile: senza di essa localizzare una persona in acqua di notte è quasi impossibile.
Il salvagente anulare si monta sul portasalvagente a fiancata o a poppa, generalmente su una staffa a sgancio rapido. La staffa non deve richiedere attrezzi per aprirsi: deve cedere con una sola mano in meno di 5 secondi. La sagola di recupero va arrotolata ordinatamente attorno al salvagente o in un sacchetto separato: non deve impigliarsi durante il lancio. Verificare ogni stagione che il supporto non sia arrugginito o bloccato dalla vernice: un salvagente che non si sgancia quando serve è un pericolo in più, non un aiuto.
Un lancio corretto di un salvagente anulare da parte di una persona addestrata raggiunge 15–25 metri. Oltre questa distanza il controllo della traiettoria diminuisce significativamente. Per aumentare la gittata si può usare una sagola da lancio separata (throw bag) progettata per i salvataggi: è una sacca da tenere in mano che si apre in volo dispiegando la cima. Per distanze superiori ai 25 m o in condizioni di vento forte, il recupero con la barca è più efficace del lancio del salvagente: manovrare immediatamente verso la persona in acqua minimizzando i tempi.
La procedura MOB standard prevede: 1) Gridare 'Uomo in mare!' e premere il tasto MOB sul GPS per salvare la posizione; 2) Lanciare immediatamente il salvagente nella direzione della persona; 3) Designare un osservatore che non perda mai di vista il naufrago indicandolo con il braccio teso; 4) Eseguire la manovra di recupero più adatta alle condizioni (manovra a otto, manovra alla vela di strallo); 5) Recuperare la persona con la scala di risalita o con una imbracatura, mai tirandola per le braccia. Esercitarsi regolarmente: nelle acque del Mediterraneo una persona non assistita sopravvive mediamente 20–30 minuti in estate, molto meno in inverno.
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Salvagenti Anulari, a Ferro di Cavallo e Accessori

Il primo dispositivo di intervento per il "Man Overboard" (uomo a mare). Scegli tra i classici salvagenti anulari (la "ciambella" rigida) o i più ergonomici salvagenti a ferro di cavallo, disponibili con custodie in tessuto. La sezione include tutti gli accessori obbligatori e di montaggio: boette luminose a ribaltamento, cime galleggianti regolamentari, supporti in acciaio inox per fissaggio a battagliola e sacche porta-anulare.