acqua dolce in barca

Gestione dell’acqua dolce: una guida

Acqua dolce, mica bazzecole: al di sopra di una certa stazza, ogni barca che si rispetti dovrebbe poter contare sulla presenza a bordo di un impianto per l’acqua dolce, per rendere lo scafo effettivamente vivibile. Nel momento in cui si ha a disposizione un sistema di questo tipo diventa possibile effettuare una doccetta veloce dopo un tuffo in mare, o per esempio installare una piccola cucina a bordo per preparare un piatto di pasta, o persino qualcosa di più. Insomma, possiamo dire che una barca diventa una casa galleggiante anche e soprattutto quando può contare su un impianto per l’acqua dolce funzionante e ben calibrato.

C’è però da dire che tra pompe, tubi, valvole, saracinesche, scarichi e rubinetti vari, proprio l’impianto idrico di bordo finisce per essere una delle maggiori fonti di preoccupazione in barca. Non è raro infatti imbattersi in  cali di pressione, perdite localizzate, cattivi odori e via dicendo: ne consegue quindi che chi ha a bordo un impianto per l’acqua dolce deve anche imparare a conoscere le varie componenti e le relative funzioni. In questo modo sarà possibile mettere in campo una manutenzione più efficace, nonché capire dove mettere le mani in caso di problemi.

Come funziona un impianto per l’acqua dolce in barca

Iniziamo quindi con lo spiegare come funziona in generale un impianto per l’acqua dolce in barca. Ogni sistema idrico rappresenta, va detto, un mondo a sé stante, con le sue diramazioni e le sue peculiarità: è però possibile dire che i componenti principali sono sempre i medesimi, così come il funzionamento di massima.

Tutto parte ovviamente dal serbatoio per l’acqua dolce, piccolo o grande che sia. Qui risiede la nostra riserva d’acqua dolce, che useremo per lavarci, per cucinare e – in caso di manutenzione perfetta dell’impianto e di approvvigionamento sicuro – anche per bere. Da qui, a ogni apertura di un’utenza a bordo della barca – e quindi nel momento in cui un rubinetto qualsiasi viene aperto – viene pescata l’acqua necessaria e immessa nell’impianto. Ma come fa questa acqua ad arrivare in pressione e con un flusso sostenuto al rubinetto o alla doccetta che stiamo usando? L’artefice di questo prodigio è la pompa autoclave, che ha per l’appunto il compito di accendersi e di disattivarsi a ogni utilizzo dell’impianto idrico. Qui l’acqua se ne va quindi fino all’utenza aperta, passando eventualmente – se richiesto e se presente – nello scaldabagno, per essere portata a temperatura. Infine, nel caso delle utenze interne, come potrebbe essere un lavandino in cabina, l’acqua usata finirà negli scarichi.

Ecco, questo è in estrema sintesi il funzionamento di un sistema per l’acqua dolce in barca. Vediamo ora uno per uno gli elementi fondamentali dell’impianto idrico!

Gestione impianto acqua dolce in barca

Guida ai componenti dell’impianto per l’acqua dolce in barca

  • Serbatoio acqua dolce: partiamo dall’elemento da cui ha origine tutto. La scelta del serbatoio dell’acqua dolce in barca è spesso al centro di parecchi dubbi. Ovviamente tutti vorrebbero aumentare l’autonomia idrica, ma tutti sanno anche che un serbatoio più grande pesa e occupa di più. È quindi bene calcolare il fabbisogno reale della barca, sapendo che la base di partenza per lunghe crociere è di 5 litri d’acqua dolce al giorno per ogni persona presente a bordo. Chi punta a giornate di puro svago, senza quindi lesinare eccessivamente sulle docce, potrà invece puntare su una decina di litri per ogni persona presente. Questo sapendo che i serbatoi non variano unicamente per la capienza: a fare la differenza sono anche i materiali usati, con serbatoi per l’acqua dolce rigidi o flessibili. 
  • Tubature: a collegare i vari elementi dell’impianto per l’acqua dolce in barca sono ovviamente i tubi, elementi di certo più “semplici” rispetto ad altri ma non per questo da trascurare. Meglio infatti non risparmiare troppo sulle tubature, in modo da non compromettere la salubrità dell’acqua e da prolungare la durata del sistema. Un buon tubo deve quindi essere atossico, così da non rischiare il rilascio di sostanze nocive nell’acqua, nonché rinforzato: i tipici tubi sono infatti in PVC, flessibili – per fare tutte le curve del caso – ma spiralati o serrati in retine metalliche, così da non temere l’aumento improvviso della pressione.
  • Filtri: un buon impianto per l’acqua dolce di una barca prevede la presenza di un certo numero di filtri. Il primo ed essenziale si deve trovare necessariamente prima della pompa autoclave, in quanto tra i suoi obiettivi principali c’è proprio quello di proteggere questo dispositivo e i suoi componenti. Ci possono poi essere ulteriori filtri, come per esempio dei filtri speciali a monte dei rubinetti in cui si intende prelevare dell’acqua potabile.
  • Pompa autoclave: cuore pulsante dell’impianto idrico di una barca è la pompa autoclave, che come anticipato ha il ruolo di mettere in pressione l’acqua. In che modo? Tutto parte dall’apertura di un’utenza, come per esempio un rubinetto: in quel momento il pressostato avverte un cambio della pressione, e manda quindi un segnale di attivazione alla pompa. L’autoclave preleva quindi dell’acqua dal serbatoio d’acqua dolce, e va a immetterla in quantità nel vaso di espansione, nel quale viene accumulata dell’acqua a pressione: questa potrà così essere rilasciata con un flusso più alto verso le uscite dell’impianto. Va da sé che, in base al numero di rubinetti e all’utilizzo dell’acqua, sarà necessario acquistare un’autoclave più o meno potente.
  • Scaldabagno: sulle barche in cui è richiesto un certo livello di comfort è possibile trovare anche uno scaldabagno, il quale permette di avere dell’acqua calda a bordo. Di boiler per barche ne esistono di differenti misure, dai mini boiler di circa 6 litri a scaldabagni più importanti. 
  • Rubinetteria: infine, a completare l’impianto per l’acqua dolce in barca ci sono i vari rubinetti. Nel caso della doccetta esterna, l’utenza non avrà bisogno di alcun scarico, prevedendo la dispersione dell’acqua usata in mare; nei lavandini e nelle utenze interne sarà invece necessaria una via di scarico. 

 

La manutenzione del sistema idraulico a bordo

La buona manutenzione dell’impianto per l’acqua dolce in barca prevede come regola generale un controllo annuale di ogni componente. In sintesi:

  • Controllo e pulizia del serbatoio dell’acqua dolce, tendenzialmente a inizio stagione, con controlli aggiuntivi dopo lunghi periodi di fermo;
  • Verifica dell’integrità dei tubi e dei raccordi;
  • Controllo delle funzioni della pompa e del pressostato;
  • Controllo visivo del vaso di espansione;
  • Ispezione ed eventuale sostituzione dei filtri;
  • Rimozione di incrostazioni con detergenti specifici.