Oggi parliamo delle riparazioni strutturali della vetroresina della barca. Non ci soffermeremo quindi sui più leggeri graffi nel gelcoat, che richiedono un intervento tendenzialmente veloce, né parleremo della riparazione di piccoli fori passanti, fatti magari anni prima per installare un dispositivo elettronico di bordo. Oggetto della nostra guida saranno quindi gli strumenti e i passaggi necessari per riparare la vetroresina della barca in seguito a un piccolo incidente, come purtroppo ne accadono tanti: una manovra d’ormeggio poco attenta, un avvicinamento rischioso agli scogli, e ci si ritrova con una carena o un portello bucati. Non si parla peraltro unicamente di falle “involontarie”. Ci sono infatti casi in cui ci si trova a dover riparare la vetroresina lì dove sono stati realizzati volontariamente in passato dei grandi fori, per far passare tubi, faretti passanti, e via dicendo. L’incombenza di riparare la vetroresina della barca con le proprie mani è quindi tutt’altro che rara: vediamo come procedere.
Come è fatto il tuo scafo in vetroresina? Gli strati di fibra e la resina
Se sei completamente a digiuno sulla natura della vetroresina della tua barca può essere utile una veloce introduzione. Devi quindi sapere che nella maggior parte dei casi gli scafi vengono costruiti mediante il processo di stratificazione, con delle stuoie di fibra di vetro che vengono impregnate con della resina e quindi posizionate su degli stampi, così da prendere la forma voluta. Sono quindi essenzialmente due gli elementi che costituiscono la struttura della maggior parte delle barche moderne, ovvero i tessuti di fibra (tendenzialmente di vetro, ma esistono anche le opzioni del kevlar e del carbonio per gli scafi più ricercati) e la resina, che ha la funzione di collante. Prima di vedere come questi due elementi vengono utilizzati per riparare le falle delle barche è bene sottolineare che esistono diversi tipi di resine, principalmente poliestere, epossidica o vinilica.
Tutto il necessario per riparare la vetroresina della barca
Di cosa hai bisogno per riparare la vetroresina della barca? Ecco tutto quello che devi avere, considerando anche la tua sicurezza:
- La resina giusta, tipicamente poliestere
- Un numero variabile di fogli di fibra di vetro (le stuoie), meglio ancora se con diversa grammatura
- Stucco
- Vernice
- Acetone
- Carta abrasiva
- Pennello e/o rullo
- Mola a smeriglio o levigatrice
- Forbici robuste
- Acetone e stracci per pulire
- Guanti da lavoro, occhiali di sicurezza, mascherina
Chi è abituato a fare dei lavori dai da te sulla barca o in casa, in linea di massima, potrà prepararsi a riparare la vetroresina della barca semplicemente acquistando un apposito kit per vetroresina, ed eventualmente stucco e vernice per la barca, laddove non già presenti.
Passaggio 1. Preparare la superficie da riparare: levigazione e pulizia
Da dove si inizia per riparare la vetroresina della barca? Prima di tutto è necessario fare piazza pulita, preparando quindi la superficie “incidentata” a ricevere i nuovi materiali. Diamo una pulita veloce con uno straccio per liberare la falla, e poi “liberiamo” la zona colpita, lavorando delicatamente con la smerigliatrice o eventualmente con la levigatrice (e ricordandosi di indossare mascherina, occhiali e guanti). L’obiettivo qui è creare una superficie solida e sana su cui installare successivamente la vetroresina, ed è quindi bene assicurarsi di eliminare tutta la sporcizia e gli elementi che potrebbero staccarsi o “muoversi” rendendo la riparazione più difficile. Finita questa fase di levigatura si dovrà pulire tutto con attenzione, utilizzando dell’acetone, così da avere la sicurezza di eliminare anche l’ultimo granello di polvere.
Passaggio 2. Applicare gli strati di fibra di vetro e la resina
Ora siamo pronti per riparare la vetroresina della barca: la superficie è libera e pulita, la falla da aggiustare è perfettamente visibile. Procediamo quindi con tagliare 4-5 stuoie di fibra di vetro, cercando di rispettare la forma e le dimensioni della parte da riparare; preparato il tessuto, passiamo alla preparazione della resina, seguendo le istruzioni del produttore. A questo puntopuò iniziare la vera riparazione della vetroresina, applicando con il pennello la resina sulla parte danneggiata, per poi – dopo aver lasciato rapprendere almeno un po’ la resina – posizionare la prima toppa di tessuto. Si procederà poi a spennellare con la resina questo primo foglio di fibra, per stenderlo completamente, avendo cura di non formare bolle d’aria (un piccolo rullo in caso può essere prezioso per eliminarle). Una volta steso in modo soddisfacente il tessuto si lascerà asciugare leggermente la resina, per circa 10/15 minuti, per poi procedere con il posizionamento del secondo strato, ripetendo le stesse operazioni viste sopra. Avendo sempre cura di usare poca resina (la quale lo ricordiamo ha unicamente la funzione di collante, non avendo invece funzione strutturale) si procederà con ulteriori strati fino al raggiungimento dello spessore ricercato, posizionando eventualmente sullo strato esterno la fibra più sottile, più fitta, per un risultato estetico più appagante. Occhio: se è importante non lasciare bolle d’aria negli strati interni, lo è ancora di più nello strato esterno.
Passaggio 3. Stuccare, carteggiare e verniciare
Gli strati di vetroresina vanno lasciati riposare a lungo, perlomeno 12 ore: tipicamente si finisce di riparare la vetroresina della barca il giorno successivo. Una volta completamente asciutta sarà possibile aggiungere lo stucco per vetroresina, aggiungendo eventualmente delle microsfere di vetro per la laminazione, che aiutano a dare corpo senza aumentare il peso; il giorno dopo si potrà infine ultimare il tutto, prima carteggiando e poi verniciando.
Riparare la vetroresina della barca fai da te: non è difficile come pensi
A questo punto lo possiamo dire: riparare la vetroresina della barca fai da te non è difficile come si potrebbe pensare. Certo, è necessario avere un po’ di manualità e di pazienza, nonché avere del tempo a disposizione, sapendo che tra un passaggio e l’altro ci sono dei tempi di riposo tutt’altro che trascurabili. Detto questo, una riparazione effettuata seguendo le regole viste sopra, e utilizzando dei prodotti di qualità, permette di avere una superficie resistente e solida come quella originale, con un risultato estetico più che soddisfacente.













